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L'ultimo saluto della Tuscia a Fabrizio Frizzi

Luca Feliziani
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L'orologio della Chiesa segnava le ore 15,45 quando il feretro di Fabrizio Frizzi ha varcato per l'ultima volta le strade che lo videro giocare e sorridere negli anni settanta, quando trascorreva le vacanze estive con i genitori ed il fratello Fabio nella casa di Largo Altobelli. Quelle strade che nel pomeriggio assolato di mercoledì, lo hanno ricevuto con la gente assiepata in ogni dove, da Via Da Vinci a Via San Gratiliano, un corridoio umano fino al Cimitero dove però nessuno ha potuto varcare il cancello per motivi di sicurezza e di privacy, come richiesto da familiari ed autorità. "Non è uno spettacolo, è un funerale", ha ribadito Luigi Benedetti, anche lui componente del gruppo musicale Oceano Rex, di professione artigiano e commerciante di generi alimentari. "Piango e rimpiango Fabrizio, ma odio lo spettacolo che le TV  stanno facendo di una tragedia. Parlerò in futuro con la moglie e con il fratello. Ora rischierei di dire cose che dicono tutti in queste circostanze". Diritto, pietrificato, davanti al Cimitero, con gli occhi puntati verso le auto che procedono lente verso l'ultima dimora, una cappella ubicata dietro la Chiesetta dentro il Cimitero appunto, appena dopo una rampa di scale subito a sinistra. Una cappella dai vetri oscurati dove riposano i genitori e dove, una scritta recita semplicemente "Famiglia Frizzi". "Gli amici veri sono quelli che per Fabrizio hanno pianto e piangono ancora in questi giorni. Sono contro la spettacolarizzazione del dolore e questo l'ho ribadito nel corso di un'intervista a "La Vita in diretta" di martedì pomeriggio. Oggi pomeriggio non saluterò nessuno dei familiari e sarò lontano da foto e telecamere", ha chiuso Luigi Benedetti, pur essendo presente al passaggio del feretro con tutti gli altri cittadini, quelli che "sentivano" Frizzi come il loro beniamino e che lo incontravano per strada e lo salutavano, con la mano alzata, con un sorriso, in modo semplice. "Sono addolorata, sono qui perchè penso che anche la presenza fisica sia importante", ha dichiarato la ristoratrice Enza Fabretti, "sono addolorata, molto, ma ho voluto esserci a tutti i costi. A Bassano siamo tutti suoi parenti ed amici". Un battito di cuore che ha pulsato all'unisono con il marciare del carro funebre, delle auto che ospitavano la moglie, il fratello ed altri parenti. Il Sindaco  Emanuele Maggi sempre presente, dalla cerimonia a Roma fino a Bassano, con altri componenti della Giunta, scortati dai Carabinieri. Una piccola benedizione ad opera del Parroco, Don Giuliano Alessi, che lo ha ricordato nei momenti di allegria, quando si prestava per piccoli spettacoli presso la Casa di Riposo Giuseppe Altobelli. Sui muri un manifesto che lo ritrae e dietro le lacrime della gente comune, le fiammelle delle candele della processione di martedì sera per le vie del centro storico. "Questo è poco per un benefattore come Frizzi. Va ricordato per il bene che ha sempre fatto", ha ribadito il suo amico Luigi Benedetti. Elisabetta Giovanforte