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Sensi: "Non ritiro il ricorso"

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Evandro Ceccarelli
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“Questo accanimento è totalmente irrazionale. Sono costernato”. Fausto Sensi, patron delle Terme dei papi, commenta così la scelta del Comune di inserire, nel bando per il rinnovo dello subconcessione allo stabilimento di strada Bagni per lo sfruttamento dell'acqua del Bullicame, una clausola che prevede l'assenza di contenziosi con il Comune stesso da parte del soggetto affidatario. Un contenzioso con Palazzo dei Priori, come noto, le Terme dei Papi ce l'hanno, eccome: è il ricorso al Consiglio di Stato, con tanto di richiesta di sospensiva, della famosa delibera 107 del 24 luglio 2014 che dimezzava il quantitativo d'acqua “emunto” dal complesso comunale gestito dalla famiglia Sensi (da 44 a 22 litri al secondo). A ritirare il ricorso Sensi non ci pensa nemmeno: “Nessuno a posto mio lo farebbe perché quella delibera è assurda”. L'imprenditore accusa il Comune di lavorare contro i propri interessi. “Le Terme dei papi sono proprietà comunale. Non si capisce quindi il perché di questo arroccamento scellerato e totalmente irrazionale. Perché danneggiare una macchina che, fra vent'anni, quando scadrà la concessione e le chiavi torneranno nelle mani del Comune, potrebbe correre come una Ferrari?”. Le Terme dei papi, secondo Sensi, per funzionare bene hanno bisogno di almeno 35 litri al secondo. “Oggi sono molti meno, altro che 44. Tanto che siamo costretti a fare i salti mortali – continua l'imprenditore – per offrire all'utenza servizi in linea con gli standard di mercato. Ridurre ancora di più l'acqua significa inibire qualsiasi possibilità, non dico di sviluppo, ma di competizione su un mercato che oggi è sempre più esigente. I punti di forza di questo stabilimento sono le cure termali e la piscina. Entrambe non potrebbero funzionare con meno acqua a disposizione. Perderemmo l'accreditamento, che oggi abbiamo in virtù della qualità elevata dei servizi offerti, e perderemmo tutta quella clientela oggi richiamata da una piscina che non ha eguali in Italia. Oggi il cliente è selettivo, se nota uno scadimento dell'offerta va da un'altra parte, e le offerte sul mercato non mancano”. (servizio completo sul Corriere di Viterbo dell'1 ottobre 2017)