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Una legge "che rigenera"

Evandro Ceccarelli
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Addio vecchio piano casa, arriva la rigenerazione urbana. La nuova legge regionale che manda in soffitto quella del 2009 è stata presentata venerdì 29 settembre 2017 all'Università della Tuscia dal presidente Nicola Zingaeretti, dall'assessore Michele Civita, dal presidente della VI commissione Enrico Panunzi e della dirigente regionale al territorio Manuela Manetti. Ad ascoltare gli interventi una folta platea, composta dal molti addetti ai lavori, a cominciare dai rappresentanti degli ordini professionali”, “segno di quanto il tema sia sentito” nota Panunzi. La principale novità introdotta dalla legge sulla rigenerazione urbana, è stato spiegato, è che riporta le norme in deroga agli strumenti urbanistici del piano casa dentro una “cornice” legislativa ordinaria. “La legge regionale 7/2017 - spiega Panunzi - detta norme in materia urbanistica ed edilizia non limitandosi alla sola ‘residenza', bensì introducendo aspetti di carattere generale, a normativa nazionale invariata, sulla rigenerazione urbana e sul recupero edilizio, tenendo in considerazione la necessità di limitare nel tempo il consumo del suolo, anche alla luce della proposta di legge nazionale che fissa al 2050 una sostanziale riduzione dello stesso pari a zero”. Altro aspetto importante è che la nuova legge rimette i Comuni al centro della programmazione, con una particolare attenzione al recupero dell'esistente e alla riqualificazione urbanistica degli ambiti compromessi e carenti di standard e servizi. Anche le modalità operative e il rapporto dei ruoli tra pubblico e privato risultano sostanzialmente diversi, sottolinea Panunzi: “Il piano casa operava in un regime derogatorio che ha consentito, per interventi di una certa consistenza, di approvare progetti vedendo come attori principali sostanzialmente i ‘privati', ritagliando in buona sostanza alle pubbliche amministrazioni, Comuni e Regioni, quasi esclusivamente il ruolo di controllori delle compatibilità, in particolare con la strumentazione urbanistica e paesaggistica sovraordinata. Questa legge vuole invece favorire interventi che contribuiscano alla riqualificazione della città pubblica, alla riqualificazione degli insediamenti urbanistici, alla realizzazione di infrastrutture nelle aree degradate e all'integrazione dei servizi nelle aree urbane”.