Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

A rischio la concessione

Evandro Ceccarelli
  • a
  • a
  • a

 C'è un punto interrogativo grosso come una casa, anzi come uno stabilimento, nella pratica della subconcessione alle Terme dei papi, in scadenza il 27 ottobre, per lo sfruttamento dell'acqua termale del Bullicame. Come già preannunciato dall'assessore Tonino Delli Iaconi, il Comune dovrà procedere a un nuovo affidamento attraverso un bando di gara. Pensare a un gestore diverso dalla famiglia Sensi, che dagli anni Novanta ha preso in mano il complesso comuale, sembra impossibile. Per la semplice ragione che, a differenza dell'acqua, la concessione dell'impianto scade nel 2033. Chi parteciperebbe mai a una gara per la subconcessione dell'acqua sapendo poi di non poterla utilizzare non avendo la disponibilità dello stabilimento di strada Bagni? C'è però un problema. Bandi come quello che l'amministrazione Michelini si accinge a pubblicare prevedono, come condizione necessaria per ottenere l'affidamento, che il soggetto privato che partecipa alla gara non abbia contenziosi in atto con il Comune. Una clausola che la dirigente del settore, Mara Ciambella, ha quindi inserito nel bando e che potrebbe sbarrare la strada alla famiglia Sensi, che con Palazzo dei Priori ha da tempo ingaggiato un braccio di ferro legale in ordine ai quantitativi d'acqua “emunti” dal Bullicame. I Sensi avevano impugnato davanti al Tar del Lazio l'ormai famosa delibera che riduceva, anzi dimezzata, i quantitativi d'acqua “succhiati” dallo stabilimento. Il Tar aveva dato torto alle Terme dei Papi che, però, lungi dal darsi per vinti, si sono rivolte al Consiglio di Stato chiedendo la sospensiva della delibera. (servizio completo sul Corriere di Viterbo del 30 settembre 2017)