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"E' uscito dal bagno e mi ha puntato il coltello al collo"

Paolo Di Basilio
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“E' uscito dal bagno è mi ha puntato il coltello al collo”. E' stata una serata da incubo quella di venerdì per Marco Balzi, ferito durante un tentativo di rapina nella pompa di benzina che gestisce lungo la Cassia ad Acquapendente. Il 52enne ieri pomeriggio si era ripreso, per quella ferita sul collo, provocata dal rapinatore, ne avrà per una decina di giorni. Il malvivente, un moldavo domiciliato nella zona di Castel Giorgio, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Montefiascone con l'ipotesi di reato di tentata rapina. TENTA UNA RAPINA, ARRESTATO (Leggi qui) Una sera piovosa ad Acquapendente. Marco Balzi era al lavoro come tutti i giorni. Come accade da 32 anni, quando fu aperta la pompa di benzina lungo la Cassia. Una vera e propria vocazione di famiglia: infatti anche il fratello gestisce una stazione di servizio sulla stessa strada, a pochi metri di distanza. “Circolava poca gente venerdì - dice la vittima - intorno alle 18 ho visto arrivare uno scooter. L'uomo si è fermato ai margini della piazzola e dopo essersi tolto il casco ha parlato per diversi minuti al cellulare. Non penso di averlo mai visto prima”. Subito dopo il centauro si è avvicinato all'ufficio ed ha chiesto informazioni al benzinaio circa l'ubicazione di un bar. Nulla di strano, insomma. “Poi - prosegue il gestore della pompa - l'uomo mi ha chiesto se poteva usufruire del bagno”. Ma una volta che il moldavo è uscito dalla toilette la musica è cambiata. “Mi ha preso alle spalle - racconta il gestore dell'area di servizio - mi ha puntato messo la lama al collo come per sgozzarmi, poi subito dopo, senza dire nulla mi ha ferito”. Successivamente sarebbero partite le minacce e le richieste di denaro, ma il gestore, seppur insanguinato per la ferita riportata è riuscito a reagire. “Gli ho preso una mano, quella che impugnava il coltello e dopo un po' di lotta siamo caduti a terra, nel frattempo urlavo e sono riuscito ad attirare l'attenzione di alcune persone che erano dall'altra parte della strada”. Le stesse che avrebbero poi chiesto l'intervento dei carabinieri.  ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 2 LUGLIO E NELL'EDICOLA DIGITALE