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Vaccinazioni, è scattata la corsa

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Evandro Ceccarelli
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“Vorrei che la stessa psicosi che abbiamo visto scoppiare, senza motivo, per la meningite si scatenasse per il morbillo”. Lo aveva dichiarato, sul filo della provocazione, a inizio maggio 2017 la dottoressa Silvia Aquilani, responsabile del servizio di prevenzione della Asl di Viterbo, in riferimento all'aumento  preoccupante di casi di morbillo registrati dall'inizio dell'anno nella Tuscia. La Aquilani è stata in parte accontentata, complice il decreto del governo, che ancora nessuno ha letto, che prevede l'obbligo di vaccinazione per tutti i bambini che a settembre si iscriveranno a scuola. Sono circa ottocentomila, secondo alcune stime, gli alunni da sottoporre al trattamento in tutta Italia, centinaia dei quali residenti nella Tuscia. Inevitabilmente è scattata la corsa contro il tempo per arrivare a inizio anno in regola. Di qui l'ondata di richieste  - per ora solo di informazioni – che in questi giorni sta travolgendo la Asl di Viterbo. Non solo da parte dei genitori ma anche delle stesse scuole. La confusione infatti, a causa di un decreto dai contorni ancora in parte oscuri, regna sovrana. “Siamo al paradosso – ammette la Aquilani -. Siamo passati in un mese dai genitori che ‘boicottavano' i vaccini ai genitori che ora già si mettono in fila per farli eseguire ai propri figli in vista del prossimo anno scolastico. Purtroppo non abbiamo ancora letto il decreto e quindi le risposte che possiamo dare alle famiglie e alle scuole in questi giorni sono solo parziali”. (servizio completo sul Corriere di Viterbo del 26 maggio 2017)