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Immigrati, il sindaco sbotta: "Siamo come Lampedusa"

Paolo Di Basilio
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Dire che la situazione è diventata esplosiva è dire poco. Nella cittadina il numero dei richiedenti asilo (a cui vanno aggiunti tutti gli extracomunitari residenti, regolari e non) ha ormai abbondantemente superato il 3 per mille stabilito a livello nazionale. A fronte dei suoi 9mila abitanti, Orte dovrebbe avere 27 richiedenti asilo, invece ne ha ben 190, 180 dei quali ospitati attualmente nella struttura Carpe Diem, più altri 10 in case private. Come se non bastasse, Orte subisce il flusso quotidiano di circa 400 stranieri che, in condizioni di sub-affitto, pernottano nei condomini vicini alla stazione ferroviaria, anche in 10 nello stesso appartamento, per poi recarsi a Roma o a Viterbo la mattina successiva. Senza contare le presenze “illegali”. Risse e schiamazzi (spesso causati dall'alcol), molestie, spaccio, prostituzione sono fenomeni con i quali gli ortani ormai da tempo sono costretti a convivere, soprattutto allo Scalo, dove esiste una comunità di circa mille extra-comunitari, con una popolazione scolastica straniera che nelle classi ormai ha raggiunto il 50%. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, e che ha spinto il sindaco Giuliani, il quale parla di Orte come di una “piccola Lampedusa”, a scrivere una dura lettera al prefetto, è stato l'arrivo, all'insaputa di tutti e soprattutto dell'amministrazione, di ulteriori 10 migranti (tra i quali anche minori) in prima accoglienza, che sono stati collocati in appartamenti in condominio, senza alcuna autorizzazione comunale. Non solo: pare che un rappresentate del soggetto economico aggiudicatario della gara, con sufficienza, abbia pubblicamente manifestato l'intenzione di allocare altri richiedenti asilo in ulteriori appartamenti in overbooking, presi da altre cooperative. Alla luce di tutto ciò, il sindaco, nella lettera inviata al prefetto Nicolò D'Angelo (che mercoledì 3 maggio sarà in visita proprio a Orte), chiede misure straordinarie immediate e risolutrici. “Abbiamo appreso con entusiasmo la sua volontà di venire a conoscere la nostra città - scrive Giuliani a D'Angelo - sperando che con il Suo arrivo avremmo avuto assicurazione circa il potenziamento del personale della polizia ferroviaria per il controllo del flusso ferroviario, dei carabinieri per il controllo del territorio e, soprattutto, un provvedimento speciale per il potenziamento del corpo di polizia locale, finalizzato al controllo della legalità, anche nelle ore notturne, e per un censimento della presenza degli immigrati negli appartamenti locati. Siamo una ‘piccola Lampedusa' all'interno della provincia di Viterbo e come tale ci aspettavamo misure di sostegno adeguate". ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 29 APRILE E NELL'EDICOLA DIGITALE