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Falsi certificati per truffare le assicurazioni, una condanna

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Paolo Di Basilio
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Falsi certificati e fatture taroccate per incassare risarcimenti dalla assicurazioni con incidenti inventati. Si è concluso con una condanna e due assoluzioni il processo per truffa a carico di un uomo di origini campane e di due sanitari del Pronto soccorso di Belcolle che erano finiti davanti ai giudici in composizione collegiale per rispondere di truffa. Un campano è stato condannato a un 1 e 2 mesi, mentre un infermiere e un medico del pronto soccorso di Belcolle sono stati assolti. L'imputato condannato dovrà risarcire, giudizio in separata sede, la Cattolica Assicurazioni (provvisionale di 2.000 euro) e la Asl. Il trucco per incassare soldi con finti incidenti fu scoperto dalla squadra mobile di Viterbo che iniziò a indagare su quelle richieste di danni, presentate tutte dalle stesse persone, dopo la segnalazione di una Compagnia assicurativa. Secondo l'accusa il principale imputato, riusciva a procurarsi dei finti certificati medici e delle fatture per l'acquisto di ausili sanitari o prestazioni fisioterapiche per poi presentare il conto alle compagnie assicurative. Ma era tutto falso come ha ammesso, confessando tutto, lo stesso imputato durante il processo che, a causa di alunni cambi di giudici, è durato diversi anni. ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 15 MARZO E NELL'EDICOLA DIGITALE