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"Re Pippetto" non è un'offesa, Gialorenzo assolto

Paolo Di Basilio
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"Re Pippetto" non è un'offesa. O almeno deva averla pensata così anche il giudice Silvia Mattei che ha assolto per non aver commesso il fatto l'ex direttore del Nuovo Viterbo Oggi e L'Opinione di Viterbo Paolo Gianlorenzo dal reato di diffamazione ai danni dell'ex consigliere regionale Francesco Battistoni. Si trattava di uno degli innumerevoli procedimenti che vedono contrapposti i due ed era riferito a un articolo apparso sulla testata online Etrurianews, diretta da Gianlorenzo, nella primavera del 2013 appena celebrate le elezioni regionali. Nel pezzo si criticava la condotta di Battistoni che, secondo l'estensore (Gianlorenzo in una precedente udienza aveva sostenuto di non aver scritto il pezzo) sosteneva che il consigliere avrebbe fatto delle pressioni per far fare ricorso all'ex sindaco di Rieti Cicchetti contro l'elezione del viterbese Daniele Sabatini, inoltre si apostrofava appunto Battistoni con l'appellativo di “Re Pippetto”. BATTISTONI: "QUEGLI ARTICOLI MI HANNO ROVINATO LA VITA (leggi qui) Il pm aveva sollecitato l'assoluzione perché il fatto non costituisce reato richiamando il diritto di cronaca e di critica. Il difensore di Gianlorenzo (l'avvocato Franco Taurchini) nella sua arringa ha sottolineato come leggendo l'articolo nella sua interezza e contestualizzandolo al clima politico post elezioni non ci sarebbe stata alcuna offesa e dunque non si poteva configurare la diffamazione. “Anche Re Vittorio Emanuele III veniva chiamato Re Pippetto, è forse un'offesa essere paragonati ad un Re d'Italia?”. Dunque il difensore aveva sollecitato l'assoluzione che è arrivata dopo una breve camera di consiglio. Per capire di più bisognerà attendere le motivazioni.