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False assunzioni di immigrati, chiesta l'archiviazione per Torelli

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Paolo Di Basilio
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Quei fax e quelle email inviate per fare una cortesia a dei clienti gli sono costati mesi di apprensione per essere finito tra gli indagati di una maxi inchiesta su un presunto giro di assunzioni false per favorire l'ingresso di immigrati clandestini tra Blera e la Toscana. Nei giorni scorsi però il pm Paola Conti, stralciando diverse posizioni (gli indagati in un primo momento erano 45) ha richiesto l'archiviazione per l'agronomo Luca Torelli, presidente dell'Università Agraria di Blera. che era indagato per violazione della normativa sull'immigrazione. FALSE ASSUNZIONI, 45 INDAGATI (leggi qui) Nello specifico a Torelli, nella qualità di agronomo e non nell'esercizio della sua carica all'Università Agraria, veniva contestato il fatto di aver inviato delle email e dei fax con le richieste per la regolarizzazione di immigrati che dovevano essere impiegati da una famiglia di pastori di Blera. In autunno, dopo aver ricevuto l'avviso di conclusione indagine, Torelli chiese al magistrato di essere ascoltato e, da quello che si è capito, questa decisione è risultata decisiva per chiarire la sua posizione. L'agronomo - assistito dal suo difensore, l'avvocato Marco Russo - ha affermato di aver inviato quei documenti perché dei clienti - che risultano indagati nella stessa inchiesta - gli avevano chiesto la cortesia di utilizzare il fax e l'email del suo studio di agronomo per inviare le carte visto che non avevano l'Adsl nella loro azienda. Torelli chiese di essere interrogato senza prima vedere le carte dell'inchiesta, visto che si sentiva tranquillo. La sua versione poi, sarebbe stata confermata anche dalla pastori, sempre assistiti dall'avvocato Russo, che avevano chiesto la cortesia all'agronomo. “Sono contento di questo epilogo perché la richiesta del pm restituisce serenità al mio assistito che si era ritrovato in questa maxi inchiesta solo per un gesto di cortesia verso dei suoi clienti”. ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 10 MARZO O NELL'EDICOLA DIGITALE