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Favorevoli e contrari: sulla Ztl si spacca il fronte degli operatori

Giorgio Palenga
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Dopo le prime settimane di rodaggio, quasi indolore per gli automobilisti (i vigili pare stiano usando ancora la mano morbida), un po' meno per i commercianti (almeno a sentire quella parte che lamenta un consistente calo degli affari), sulla Ztl in centro iniziano a fioccare le prese di posizione. A schierarsi, su fronti apposti, da una parte gli aderenti all'associazione “Centro di gravità”, dall'altra le strutture extra alberghiere riunite sotto la sigla Stay in Tuscia. Entrambe le associazioni concordano però su una cosa: servono iniziative e servizi per rendere più fruibile il nuovo centro a misura di pedone. “La chiusura al traffico di via San Lorenzo, via Cardinal La Fontaine fino all'incrocio di via Annio, via Chigi e strade limitrofe ha creato gravi danni agli operatori della zona che hanno visto rapidamente ridurre il fatturato - affermano i residenti, gli artigiani e i professionisti che aderiscono al Centro di gravità -. Questo provvedimento non trova motivo di applicarsi durante la settimana, quando l'afflusso di turisti è inesistente, soprattutto nella stagione invernale”. Secondo l'associazione, l'obiettivo di trasformare Viterbo in meta turistica “non può realizzarsi riducendo sul lastrico alcune famiglie che hanno speso la propria vita per creare realtà economiche che hanno arricchito la città”. Di tutt'altro avviso gli operatori di Stay in Tuscia: “Un centro storico chiuso - spiega il presidente Roberto Garrafa - significa avere la possibilità di camminare liberamente nelle vie del quartiere medievale, senza il timore di venire travolti dalle auto. Chi va a piedi, inoltre, può ammirare le vetrine con calma e fare acquisti". (Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 10 febbraio 2017 - COMPRA L'EDIZIONE DIGITALE)