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Appalti truccati, intercettata tangente dell'8%

Il Comune di Acquapndente

Giorgio Palenga
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“Se quello ti dà il lavoro quanto gli dai? Il sette, l'otto, il nove? Quanto gli dai?”. Per farsi un'idea dei tariffari delle “mazzette”, ovviamente presunte, pagate da imprenditori a funzionari regionali nell'anno domini 2015, basta spulciare l'ordinanza con cui il gip Stefano Pepe il 7 ottobre 2016 ha disposto l'arresto di Fabrizio Galli, Marco Bonamici, Ferrero Friggi, Vincenzo Palumbo e Giorgio Maggi (SONO 7 I FILONI DI INCHIESTA, LEGGI). Imprenditori aquesiani i primi due, tecnici comunali il terzo e il quarto, dirigente dell'area difesa del suolo e bonifica della Regione Lazio l'ultimo. Proprio la difesa del suolo è l'oggetto del lavoro citato nell'intercettazione, ovvero la messa in sicurezza, in regime di somma urgenza della scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente a seguito di una frana. E' il 23 settembre 2014 nella Wolkswagen Phaeton intestata alla società Icag siedono Francesco Galli, titolare dell'impresa edilizia in questione, e Antonio Sansoni, già dirigente regionale dell'area difesa suolo ora in pensione ma a quanto pare ancora molto attivo. La conversazione è intercettata. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'accordo prevede che i lavori di messa in sicurezza della zona franata vengano fatti passare come urgenti in modo da consentire l'affidamento diretto all'impresa di Galli, dietro il pagamento di un corrispettivo di denaro a Maggi (che ora siede al posto di Sansoni). (Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 26 ottobre 2016 - COMPRA L'EDIZIONE DIGITALE)