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Addio a Nadia Benedetti, uccisa dalla follia stragista

Andrea Niccolini
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Un funerale riservato e sommesso, quello di Nadia Benedetti, imprenditrice viterbese morta a Dacca, capitale del Bangladesh, in una delle molte esplosioni di follia omicida degli ultimi tempi. Vuoti i sette banchi lasciati a disposizione delle autorità nonostante il rifiuto dei funerali di Stato: uniche rappresentanze istituzionali il sindaco Leonardo Michelini e il prefetto Rita Piermatti, e poi le corone di fiori della Presidenza della Repubblica, ornate di rose verdi, bianche e rosse, con un picchetto di carabinieri in alta uniforme. LEGGI Viterbese uccisa dai terroristi E' voluto essere presente tuttavia l'ambasciatore del Bangladesh in Italia, Shahdat Hossain, che ha parlato con il fratello di Nadia, Paolo, abbracciandolo lungamente. GUARDA la gallery Distrutta dal dolore la madre di Nadia, arrivata col feretro e sorretta a braccio, è stato ancora il figlio Paolo a ricevere le condoglianze degli amici e parenti venuti a dare l'ultimo saluto alla sfortunata sorella. “Dobbiamo stare tutti vicini a questa madre che tanto ha sofferto” ha detto il vescovo Lino Fumagalli, che ha officiato il rito funebre, nella sua omelia; “ci chiediamo perché tutto questo sia avvenuto - ha detto ancora Fumagalli - e l'unica risposta che possiamo dare è una battaglia culturale, per creare ponti tra occidente e oriente”. Intanto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e il direttore del Dipartimento informazioni e sicurezza Alessandro Pansa hanno confermato che non ci sono molti dubbi sul fatto che l'attentato di Dacca (dove oltre a Nadia sono morte altre 21 persone, otto delle quali italiane) sia stato perpetrato dall'Isis: “Attendibili - secondo il ministro - le rivendicazioni del Daesh apparse in alcuni siti del sedicente stato islamico”.