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Addio centrale: l'Enel mette in vendita Montalto di Castro

Andrea Niccolini
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Un bando pubblico per chiamare investitori dall'Italia e dall'estero a progettare una nuova vita per la centrale di Montalto di Castro: è quanto ha presentato ufficialmente l'Enel giovedì mattina, sedendosi al fianco dei rappresentanti degli enti locali e di Confindustria. Un bando pubblico per chiudere definitivamente una storia, per aprirne un'altra di tutt'altro genere. Per presentare il progetto sono arrivati a Montalto il direttore di Enel Italia Carlo Tamburi, il direttore Ambiente e Sistemi naturali della Regione Lazio Vito Consoli, il presidente di Unindustria Lazio e vicepresidente designato di Confindustria Maurizio Stirpe, assieme al sindaco Caci e al presidente della Provincia Mazzola. Il bando sarà aperto il 24 maggio, il termine è fissato il 3 ottobre. Da quel momento una commissione giudicatrice si metterà al lavoro per individuare la proposta (o più realisticamente più di una) capace di tradurre in realtà le esigenze di sviluppo economico, occupazionale e turistico dell'area. Ad affiancare Enel nella selezione delle proposte ci sarà il Politecnico di Milano, ma il via libera dovrà arrivare anche dagli enti locali. GUARDA la gallery E' una parola che ricorre, nell'intervento del direttore di Enel Italia Tamburi: condivisione. La “cattedrale nel deserto” nella quale oggi ci si aggira è frutto di errori strategici e di metodo lontani, e oggi Enel mira a dare con forza il segno del cambiamento dei tempi e dei modi. Il territorio e le sue esigenze saranno insomma - garantisce il direttore - le prime preoccupazioni. “Il bando guarderà al mondo - spiega Tamburi - dobbiamo fare in modo di attrarre l'interesse anche da grandi multinazionali come Apple e Amazon, che negli ultimi anni stanno investendo in modo consistente in Italia”. GUARDA il video Il progetto non riguarda solo Montalto: quello denominato “Futur-E” è un grande piano di riconversione che coinvolge ben 23 centrali in tutta Italia; due di queste sono già state “sistemate” (Alessandria e Porto Marghera), altre 21 saranno riconvertite nei prossimi anni; di queste Montalto è la più grande, con i suoi oltre duecento ettari, e la più complessa. Era nata per essere una centrale nucleare, poi dopo il referendum del 1986 la parte nucleare fu abbandonata per aprire una centrale termoelettrica convenzionale, ma dal Duemila a oggi la produzione è stata prima minima, poi nulla; dal 2009 Montalto ospita anche un impianto fotovoltaico in grado di produrre oltre 7 milioni di chilowattora l'anno, pari al fabbisogno di quasi tremila famiglie. Quale futuro? “Bisogna dare spazio alla fantasia” dice il direttore di Enel, e cita il caso della centrale di Alessandria: qui Futur-E è già alla fase realizzativa, e tre sono stati i progetti prescelti, molto eterogenei (uno per sport estremi, uno di agro-business e uno di ambito socio-assistenziale). Enel porta come esempi anche casi analoghi all'estero (“perché il problema non è certo italiano, ma di tutta Europa” sottolinea il direttore): a Shanghai la vecchia centrale è diventata un museo d'arte moderna, a Lisbona un museo dell'elettricità e della storia nazionale; a Londra quella che era la “Bankside power station” ospita dal Duemila la Tate Modern, uno dei poli museali più famosi e più visitati al mondo. Di certo c'è che la domanda di energia e i cambiamenti nella sua produzione mettono “fuori gioco” questi impianti, che in ogni caso non potrebbero tornare a produrre. Alle riserve di chi non crede che saranno molti ad aderire al bando, Enel oppone i numeri di Alessandria: ben duecento partecipanti. Beninteso che il sito di Montalto è decine di volte più grande; proprio per questo, aggiunge Carlo Tamburi, qui non chiediamo solo idee, ma anche investimenti, progetti concreti. Sarà un percorso lungo e articolato - conclude - dopo la chiusura del bando a ottobre ci vorranno almeno due mesi per vagliare i progetti e fare una scelta. La nostra speranza è trovarci tra un anno a presentare il vincitore, o i vincitori”. Infine Enel si fa garante dei posti di lavoro: “Oggi in centrale ci sono 56 lavoratori, che non corrono nessun rischio se non quello di essere spostati da un'altra parte”.