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"Attenti al morbillo, non alla scabbia"

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Evandro Ceccarelli
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Uno all'istituto comprensivo “Anna Molinaro” di Montefiascone, un altro all'istituto “Carmine” di Viterbo. I due casi di scabbia registrati in due scuole della Tuscia nel giro di pochi giorni hanno messo in allarme le famiglie: basta che sorprenda il proprio figlio a grattarsi perché un genitore vada nel panico. Un allarme che gli esperti ritengono tuttavia del tutto ingiustificato. La dottoressa Silvia Aquilani, responsabile del dipartimento di prevenzione della Asl, conferma quanto già dichiarato dal dirigente del reparto di malattie infettive di Belcolle, Orlando Armignacco: non c'è nulla di cui preoccuparsi. La Aquilani invita pertanto le famiglie ad evitare gli psicodrammi: “La scabbia è una malattia fastidiosa ma anche banale. Non stiamo parlando certo di meningite. Bastano pochi giorni di trattamento per debellarla. Già dopo 24 ore dall'inizio della terapia il soggetto non è più contagioso”. Sono altre, invece, le malattie delle quali, al dipartimento di prevenzione, registrano una preoccupante recrudescenza. In primis c'è il morbillo. Il nome, rispetto alla scabbia, evoca forse scenari più “familiari” ma si tratta invece di una malattia esantematica molto più insidiosa. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 3 maggio 2016 o sull'edicola digitale)