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E' disabile ma per lavorare si finge in salute

Evandro Ceccarelli
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“Ho 46 anni, sono malato di sclerosi multipla, sono iscritto da sei anni al Collocamento mirato della Provincia, e in tutto questo tempo attraverso quel canale non sono riuscito a trovare un solo lavoro”. E' un doloroso sfogo quello di un disabile viterbese, che denuncia gravi disattenzioni nei confronti dei problemi del mondo del lavoro - soprattutto di chi il lavoro non ce l'ha, o ce l'ha in condizioni non dignitose - e in particolare del lavoro destinato alle persone diversamente abili. Le ragioni dello sfogo stanno nei requisiti richiesti normalmente dalle offerte pubblicate nel sito del Collocamento mirato: già a scorrerle rapidamente balza all'occhio una lunga serie di controsensi, che se non fossero drammatici per chi li vive sulla sua pelle, farebbero sorridere: si richiede di “spostare oggetti pesanti con le mani”, di “effettuare sforzi fisici intensi e prolungati”; di tenere “prolungata posizione eretta”. Lui, se ha voluto un lavoro, ha dovuto fingersi “normale”: “Lavoro in un posto dove non sanno che sono malato e io lo tengo nascosto”. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 4 marzo 2016 o sull'edicola digitale)