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Crisi in Comune, cercasi psichiatra disperatamente

Evandro Ceccarelli
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La voce, non si sa quanto fondata, è che lunedì mattina s'erano dati appuntamento dal notaio (quale?) per dimettersi. Qualcosa però sarebbe andata storta all'ultimo momento. Qualcuno non si sarebbe presentato, e quindi via: non se ne fatto più niente. Un'altra voce vuole che uno di loro - si dice Mario Quintarelli - tenesse i rapporti con l'opposizione (Giulio Marini), pronta a raggiungerli non appena fosse scattata l'ora x. Parliamo come al solito dei sette consiglieri comunali dissidenti (Francesco Serra, Arduino Troili, Melissa Mongiardo, Patrizia Frittelli, Massimo Cappetti, Marco Volpi e Mario Quintarelli). Il notaio avrebbe dovuto certificare la caduta dell'amministrazione Michelini. Voci - lo sottolineiamo - solo voci, anche perché i diretti interessati sembra che non rispondano più al telefono a nessuno e pertanto è impossibile chiedergli conferma di ciò che bolle davvero in pentola (o nelle loro teste). E anche perché la circostanza del notaio è stata nel pomeriggio smentita a questo giornale da fonti autorevoli. Sembra che i 7 non vogliono parlare più con i giornalisti (neanche quelli a loro più vicini), molti dei quali adesso allargano le braccia: “Non sappiamo più che pensare”. Cronaca da un manicomio a poco più di 24 ore dal vertice romano tra il vicesegretario nazionale del Partito democratico Lorenzo Guerini e i parlamentari del territorio (Fioroni, Panunzi, Sposetti e Mazzoli). Cercasi disperatamente uno psichiatra. Ma che sia uno bravo. La sensazione - confidano persone vicine a un paio di dissidenti - è che sia accaduto qualcosa. Qualcuno nelle ultime ore starebbe tirando un po' il freno a mano? Il gruppo vuole restare unito, si fa notare, ma uno o due di loro, forse tre, non sarebbero più così convinti di andare fino in fondo. Forse - è un'altra interpretazione dei fatti - si sono spinti troppo in avanti e adesso non sanno più come uscirne: se fanno cadere il Comune rischiano di essere marchiati a vita, al contrario, se non lo fanno, perdono la loro credibilità di fronte a tutta la città. Per oggi pomeriggio, martedì 2 febbraio,  intanto è stato convocato il Consiglio comunale con all'ordine del giorno un punto fondamentale inserito dopo il passaggio, ieri mattina, in seconda commissione (ovviamente disertata dai dissidenti): si tratta della nomina del collegio dei revisori dei conti per il triennio 2016/2018. C'è da riparare il danno fatto a fine anno con la bocciatura della terna estratta dalla Prefettura. Sembra che il sindaco Leonardo Michelini, in apertura di seduta, sia orientato a fare delle comunicazioni molto importanti, escluse tuttavia sia l'azzeramento della giunta che le sue dimissioni volontarie. Questo è il clima che respira alla vigilia del vertice al Nazareno. Ancora tutto può accadere e la sensazione generale è che questa sia la settimana decisiva per scrivere l'ultimo capitolo (in un verso o nell'altro) di una storia che comincia davvero a stancare tutti i viterbesi. Una storia che puzza.