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Allarme rosso nella grande distribuzione: in 40 rischiano il posto

Paolo di Basilio
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Quaranta lavoratori che non dormono sonni tranquilli. Ci sono i 20 lavoratori del Mercatone Uno, in cassa integrazione dall'aprile dello scorso anno oppure i 20 lavoratori del supermercato InGrande di Tarquinia che, pur continuando a lavorare, da mesi sono preoccupati per il loro posto di lavoro  i clienti sempre meno di settimana in settimana. Insomma, le organizzazioni sindacali della categoria servizi in queste settimane si stanno occupando di queste due difficilissime vertenze. Partendo dal Mercatone Uno, la situazione per Viterbo, almeno per ora, è sempre più nera. L'ultima doccia fredda è arrivata dall'ufficializzazione delle ultime riaperture dei punti vendita sospesi - come quello lungo la Cassia Nord - il 15 giugno dello scorso anno: Viterbo non c'è. Al momento l'unica speranza dunque è che si velocizzino le operazioni di vendita del gruppo - in amministrazione straordinaria dalla primavera 2015 - in modo da verificare se i nuovi acquirenti sono interessati alla riapertura del punto vendita della città. In programma un tavolo nazionale, durante il quale però le sigle sindacali di categoria non si attendono grandi novità. Si parlerà, più che altro dei lavoratori a parcella, che saranno riassorbiti per usufruire della cassa integrazione. “Sarà quasi decisivo invece il tavolo al ministero in programma per inizio febbraio”, spiega la segretaria provinciale della Uiltuscs che insieme alla Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl stanno seguendo la vicenda. “In quell'occasione si capiranno i tempi di vendita del gruppo e potremo ragionare, eventualmente sul futuro”. Certo, il tempo stringe perché a fine marzo scade l'ammortizzatore sociale. Se non ci saranno novità, bisognerà puntare quantomeno a un rinnovo della cassa integrazione. Per quanto riguarda il supermercato InGrande di Tarquinia nei giorni scorsi c'è stato un tavolo in Prefettura. “Abbiamo partecipato noi sindacati (Uil e Cisl), l'amministrazione comunale e l'azienda - spiega Elvira Fatiganti - abbiamo chiesto lumi sul futuro, ma ci è stato risposto solo che il momento è difficile e si stanno provando tutte le strategie per il rilancio. I venti lavoratori, ovviamente, sono preoccupatissimi, da mesi vedono l'attività del supermercato affievolirsi ed hanno paura per il loro posto di lavoro”. “In tutte queste settimane - conclude la sindacalista - abbiamo avuto al nostro fianco l'amministrazione comunale di Tarquinia, a diversi incontri hanno partecipato il sindaco e l'assessore, ma finora, purtroppo, nulla e cambiato e il futuro dei lavoratori rimane in bilico”.