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Mercatone Uno, trenta lavoratori nel baratro

Evandro Ceccarelli
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Le riaperture previste sono Beinasco (provincia di Torino), Misterbianco (provincia di Catanzaro), Arzano (Napoli) e Sambuceto (Chiesti). Non c'è Viterbo nella prossima tornata di riaperture dei punti vendita del Mercatone Uno annunciata dall'azienda dopo il via libera del ministero dello Sviluppo economico al piano. Le speranze per i circa trenta lavoratori viterbesi, in cassa integrazione dal 15 giugno scorso, si riducono così al lumicino. Dei punti vendita del Lazio soppressi dopo la richiesta di concordato presentata lo scorso anno dal Mercatone Uno, quello sulla Cassia Nord è l'unico a non aver rialzato le saracinesche. Notizie rassicuranti, invece, per l'altro punto vendita della Tuscia, quello di Monterosi. “Il programma - si legge in una nota dell'azienda imolese - prevede la prosecuzione dell'esercizio dell'impresa, in vista della dismissione in continuità del gruppo. La cessione in continuità a un operatore dotato di professionalità e risorse adeguate per il rilancio, dovrà avvenire entro un anno, mediante procedura competitiva, le cui modalità e termini saranno contenuti in un bando pubblico di prossima pubblicazione”. Ai lavoratori viterbesi l'azienda lascia comunque un briciolo di speranza: qualora l'andamento delle vendite dovesse “proseguire nel percorso di crescita avviatosi negli ultimi mesi", infatti, i commissari straordinari “non escludono, dove ne ricorressero le condizioni, la possibilità di poter aprire ulteriori punti vendita”. Generici impegni, che certo non bastano a rasserenare gli animi dei dipendenti di Viterbo (e delle loro famiglie), che con il passare delle settimane vedono lo spettro della disoccupazione prendere sempre più forma. Ad aprile scade infatti la cassa integrazione. “Purtroppo le logiche di mercato vanno al di là di tutto. La mancata riapertura del punto vendita di Viterbo - chiosa Fortunato Mannino della Cisl - è una sconfitta per tutti. Per i lavoratori in primis, a spasso ormai dal mese di giugno, per i sindacati e anche per la politica, che nei mesi scorsi si era impegnata a trovare una soluzione per queste persone”. Ai politici viterbesi Mannino chiede quindi uno sforzo, se non per ottenere la riapertura del supermercato, “almeno per ottenere una proroga dell'ammortizzatore sociale ormai prossimo alla scadenza”.