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Ceramica Flaminia, partiti i licenziamenti

Evandro Ceccarelli
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E' terminata con un accordo firmato solo da due sigle sindacali su tre la vertenza aperta qualche settimana fa alla Ceramica Flaminia di Civita Castellana. Il 18 dicembre durante l'ultimo tavolo amministrativo in Regione, aperto una volta terminata la fase sindacale, è stato trovato l'accordo che prevede 15 esuberi una parte dei quali sta già avvenendo su base volontaria. La trattativa era partita a novembre dopo che l'azienda aveva appunto ufficializzato la volontà di procedere a 18 esuberi aprendo le procedure di mobilità. Da subito i sindacati hanno provato a chiedere l'attivazione di ammortizzatori sociali - come avvenuto dopo il 2013 con i contratti di solidarietà e la cassa integrazione - ma quasta volta i maggiori costi che l'azienda avrebbe dovuto sostenere, per effetto delle novità legislative in materia di ammortizzatori sociali, sembrano essere stati un ostacolo insormontabile. Dopo un braccio di ferro che è arrivato in Regione è arrivata la firma della Cgil e della Cisal, mentre invece la Uil-Tec non ha firmato l'accordo riservandosi una valutazione nei prossimi giorni. Dei 15 esuberi 7 sarebbero su base volontaria, ma da quello che emerge da questi primi giorni sarebbero comunque già almeno 10 coloro che hanno accettato la mobilità senza opporsi. “La nostra sigla ha deciso di spettare per una valutazione complessiva, vediamo cosa accade nei prossimi giorni per capire come muoverci”, dice Fabio Ricchiuto della Uil-Tec che ha partecipato al tavolo che ha chiuso la trattativa. Una vertenza che in qualche modo ha dovuto tenere conto di diverse scadenze. Infatti fin dal principio tutte le parti erano comunque consapevoli che si sarebbe dovuto arrivare alla chiusura del tavolo prima del 31 dicembre, proprio perché dall'inizio del 2016 cambiano le regole sulla mobilità e i lavoratori licenziati si sarebbero visti ridurre gli ammortizzatori. Infatti dal 1 gennaio i mesi di mobilità massimi concessi ai lavoratori fuoriusciti da un'azienda saranno 16 contro gli attuali 24. Comunque l'esito della trattativa alla Flaminia era nell'aria e comunque questa “vertenza” era in qualche modo “figlia” della lunga trattativa dell'estate-autunno del 2013. Firmando l'accordo allora si era fissato una sorta di “tagliando”. L'azienda ha dunque dichiarato gli esuberi, chiudendo su nuovi ammortizzatori sociali che sarebbero comuque costati troppo.