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Banca Etruria, i risparmiatori rimasti a secco preparano l'offensiva

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Evandro Ceccarelli
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Dopo aver passato un Natale “nero” a causa dei risparmi andati in fumo, gli obbligazionisti della Banca Etruria, rimasti a secco dopo l'azzeramento dei loro titoli disposto dal decreto salva-banche, si incontreranno per decidere insieme quali strade percorrere per recupere i soldi andati in fumo in una notte. La Confconsumatori di Viterbo - che finora ha iniziato a studiare una sessantina di casi - sta organizzando l'incontro con tutti i risparmiatori della Tuscia per i primi giorni dell'anno. “Ancora non abbiamo una stima precisa dei casi - dice il presidente Antonio Nobili - tuttavia possiamo parlare di 130 persone circa a Viterbo, almeno quelle che ci hanno contattato, alle quali si aggiungeranno, probabilmente, una settantina di persone provenienti dalla vicina provincia di Rieti, in particolare quelli della Bassa Sabina (ci sono 4 sportelli in quella zona)”. L'incontro, dicono dall'associazione dei consumatori, servirà anche per fare luce sulle tappe che dovranno affrontare i risparmiatori per tentare di recuperare i soldi delle obbligazioni subordinate sottoscritte negli anni scorsi. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 29 dicembre 2015 o sull'edicola digitale)