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Nella "città incantata" dove spariscono le tasse

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Evandro Ceccarelli
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Sarà pure la città che muore, ma per i bagnoresi è stata una botta di vita. Soprattutto per le loro tasche. Ora che il mondo intero si è accorto di Civita, il Comune sta ridistribuendo il frutto economico di tanta, per certi versi inaspettata, notorietà a livello planetario. L'ultima mossa di Bigiotti è stato, nei giorni scorsi, l'azzeramento dell'addizionale Irpef a partire dal 2016. Un provvedimento che segue l'abolizione della Tasi decisa nella primavera scorsa e che ha fatto guadagnare a Bagnoregio l'invidiabile titolo di Comune meno tassato d'Italia. In attesa che qualcuno gli eriga un monumento equestre - Bagnoregio è ormai la città di San Francesco più che di San Bonaventura - il sindaco si gode la popolarità e anche la rivincita nei confronti dei profeti di sventura che, due anni fa, al momento dell'introduzione del ticket per accedere alla “perla dei Calanchi” (1,50 euro), preconizzarono un crollo dei visitatori. E invece in due anni il numero di visitatori non solo non è diminuito ma è schizzato a livelli inimmaginabili. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 15 dicembre 2015 o sull'edicola digitale)