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Banca Etruria, risparmiatori sull'orlo della disperazione

Evandro Ceccarelli
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“Sono già trenta, nella provincia di Viterbo, i clienti di Banca Etruria che si sono rivolti a noi. Ma altri ancora lo stanno facendo in queste ore. Noi, con le nostre sedi di Viterbo e Civita Castellana, con il nostro sito, i nostri stampati, il nostro ufficio legale, siamo a loro disposizione”. Antonio Nobili, responsabile di Confconsumatori per la Tuscia, sta seguendo con molta attenzione l'evolvere “ad horas” di una situazione che, dopo il caso del suicidio del pensionato civitavecchiese che, in un biglietto alla moglie, ha posto in relazione il proprio tragico gesto con la perdita di centomila euro in obbligazioni, per le vicende della Banca Etruria, si sta facendo di momento in momento più delicata. T ra quanti si sono rivolti a Confconsumatori, anche in provincia di Viterbo, ci sono persone sull'orlo della disperazione. Che, quindi, sono meritevoli di aiuto e tutela sotto ogni profilo: compreso quello psicologico. Da questo punto di vista, l'aiuto più concreto è quello che, caso per caso, si dà esaminando la documentazione: i clienti della banca, infatti, si recano da Confconsumstori portando con sè i documenti. Ed è lì che, con un'attenta analisi, si tenta di individuare “l'eventuale punto di ricaduta penale” della vicenda. Perchè, allora, sarebbe “più facile” ottenere giustizia per i clienti. Di sportelli della Etruria, a Viterbo e provincia, ce ne sono otto. Complessivamente, si rischia di perdere somme che, qui, vanno “da duemilacinquecento a quarantamila euro”. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola l'11 dicembre 2015 o sull'edicola digitale)