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Dentro le aule irrompono i cani antidroga

Evandro Ceccarelli
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Un fenomeno che, con le ultime efficaci operazioni antidroga dei carabinieri, è apparso (o riapparso) in tutta la sua drammaticità. Si tratta, tanto per essere chiari, della circolazione della droga negli ambienti giovanili e studenteschi e, addirittura, tra i minorenni. Gli spacciatori, gli “squali” che, appostandosi nelle vicinanze degli istituti, aspettano l'occasione più propizia per smerciare il viatico per il “paradiso artificiale” ai più piccoli sono, purtroppo, una realtà. Gli arresti e le denunce, eseguiti dai carabinieri che, spesso, notificano anche delle ordinanze cautelari, sono un argine efficace e, come le cronache documentano, di prim'ordine nella lotta contro il fenomeno. Trattandosi però di vera e propria piaga sociale, si sta sentendo, negli ambienti investigativi, la necessità di dare una stretta ancora maggiore sul fenomeno. Il che vuol dire: intensificazione dei controlli proprio là dove, al termine del percorso criminoso, giunge lo stupefacente. Da giorni, nelle scuole, vanno avanti i controlli. Ed entrano, con tutto il loro addestramento, i cani antidroga. Diversi gli istituti scolastici passati al setaccio dai cani-investigatori e, tra questi, ce ne sono di molto noti che sorgono proprio nel capoluogo.  Ecco allora i cani che, con cura meticolosa, passano in rassegna le aule; ed ecco i diversi casi di positività registrati (in particolare, ce ne sono stati non pochi in una nota scuola viterbese). Una azione, questa, che ha prima di tutto una funzione deterrente. Si fa cioè capire ai giovani che, della loro passione per il “paradiso artificiale” non c'è nulla che, prima o poi, non venga svelato. Poi, nei casi più rilevanti,diventano operative determinate procedure: quelle che, ai più giovani, hanno lo scopo di favorire, fin dove è possibile, il recupero o l'uscita da certi “giri”.  Insomma, è guerra aperta e senza quartiere contro il fenomeno e, quindi, c'è una tutela ancora più forte a beneficio dei ragazzi.