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Decadenza Moltoni, in Comune tira una brutta aria

Evandro Ceccarelli
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Da una parte il caso Moltoni, dall'altro il caso Ciorba. Superata indenne la prova della mozione di sfiducia presentata dalla minoranza, quello di giovedì 19 novembre 2015, per il sindaco Michelini e per la sfilacciata maggioranza che lo sostiene, si preannuncia un altro Consiglio comunale ad alto rischio spaccature. Iniziamo dal caso Ciorba, nel senso di Lorenzo: dopo il passaggio in commissione, la nomina del commercialista a presidente del collegio dei revisori dei conti di Palazzo dei Priori approda in aula per la ratifica. La minoranza è pronta a dare battaglia, in quanto Lorenzo Ciorba è il padre del presidente del Consiglio Marco. La nomina è bollata come inopportuna dal centrodestra, nonostante un comunicato della Prefettura sulle procedure adottate abbia sgombrato il campo dai sospetti di irregolarità. Va comunque detto che nella seduta odierna, proseguimento di quella precedente, difficilmente si arriverà ad intavolare il dibattito. La minoranza è oltretutto convinta che la procedura seguita dal figlio-presidente per inserire all'ordine del giorno il punto che riguarda il padre non sia corretta essendo mancato il passaggio della pratica in conferenza dei capigruppo. Più spinoso, e potenzialmente pericoloso per la tenuta della maggioranza, è invece il caso Moltoni, primo punto all'ordine del giorno. Il Consiglio comunale è chiamato a votare la decadenza dell'esponente del Gal, ex Oltre le mura, dopo che la Cassazione ha confermato la sua condanna (insieme ad altri 8 ex amministratori) a risarcire 80mila euro di danno erariale per il dissesto della partecipata Cev (LEGGI qui). (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 19 novembre 2015 o sull'edicola digitale)