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Fiore del Cielo in Cina dopo le feste di Natale

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Giorgio Palenga
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Prima un passaggio ad ammirare la “nave di marmo”, autentico monumento nazionale cinese, fatta ricostruire fedelmente da Eugenio Benedetti nella sua Tenuta Sant'Egidio, a Soriano nel Cimino; poi il ricevimento nella Sala Regia del Comune dove, alla presenza delle massime autorità della città dei Papi, verrà sancito il gemellaggio con la municipalità di Luoyang. Più che “vicina”, la Cina si avvia a diventare di casa a Viterbo, grazie all'idea nata da un illuminato imprenditore, che da quelle parti ha fatto affari e stretto legami tutt'oggi indissolubili - per l'appunto Eugenio Benedetti - un'idea immediatamente recepita dal sindaco Michelini e dalla sua giunta. E' infatti attesa giovedì prossimo la delegazione di alti funzionari dell'Ambasciata cinese a Roma con i quali verrà messa nero su bianco la bozza di gemellaggio con la città cinese di Louyang, capoluogo della provincia del Henan, municipalità di luminose tradizioni per essere stata, un paio di mila anni fa, addirittura capitale della Cina. Giovedì arriveranno nella Tuscia il Consigliere degli Affari Politici dell'Ambasciata Cinese, il signor Zhang Chi, ed il Capo Ufficio Amministrativo della stessa Ambasciata, il sig. Zhang Aishan. La delegazione sarà ricevuta dal sindaco, Leonardo Michelini, dal Prefetto, Rita Piermatti, dal presidente della Provincia, Mauro Mazzola, dal rettore dell'Università della Tuscia, Alessandro Ruggieri, dal presidente della Camera di Commercio, Domenico Merlani, e da quello della Fondazione Carivit, Mario Brutti. A fare gli onori di casa, nella Tenuta Sant'Egidio ma poi anche in Comune, la presidente della G.E.A. (Gestione Educazione Ambiente), Azzurra Benedetti, che gestisce il bosco didattico dei Cimini, e lo stesso Eugenio Benedetti, grande ispiratore di questo accordo che non potrà che portare benefici alla comunità viterbese. Il ruolo della Gea e di Benedetti è stato fondamentale per avviare le prime relazioni fino al passo di giovedì, propedeutico alla stipula di un vero e proprio accordo, più che di collaborazione, di autentica “partnership” tra Viterbo e Louyang. Nelle intenzioni di Benedetti, che paiono recepite dalle autorità viterbesi, c'è quella di favorire un rapporto di collaborazione tra Università (a Louyang ce ne sono di prestigiose e sempre più cinesi hanno l'ambizione di mandare i propri figli a studiare in Europa, e in Italia in modo particolare), ma anche di avviare interscambi legati a commercio e turismo, ad esempio con la messa a disposizione delle aziende cinesi di uno spazio espositivo permanente nel territorio comunale. E quale miglior “testimonial” della viterbesità, se così si può dire, potrebbe esserci, se non la Macchina di Santa Rosa? Al riguardo l'intenzione è quella di trasportare Fiore del Cielo, reduce da Expo, in Cina subito dopo Natale, dopo il rimontaggio già previsto in città per le festività.