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Moltoni, molti non vogliono votare la decadenza: il Consiglio rischia l'omissione di atti d'ufficio

Evandro Ceccarelli
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Chicco Moltoni fa sapere dal Brasile, dove si trova per lavoro, che per ora continuerà a non risarcire le casse del Comune per il danno Cev nonostante la Cassazione abbia ritenuto legittima la sentenza della Corte dei conti che lo ha condannato a versare, insieme gli altri ex colleghi (seconda amministrazione Gabbianelli), 650mila euro (LEGGI qui). A lui spettano 80mila, ma prima vuole attendere l'inizio dell'anno nuovo quando dovrebbe essere definito il contenzioso con la compagnia assicurativa che avrebbe dovuto pagare al posto loro, ma che invece si rifiuta di farlo per un presunto vizio, avvenuto in fase di proroga del contratto, da parte degli uffici comunali. A parte gli aspetti tecnici che attengono alle ingiunzioni di pagamento che il Comune è costretto per legge ad inoltrare (Maurizio Tofani non a caso, per evitare rogne, ha già pagato), la questione in questa fase è anche politica. Il Consiglio comunale deve infatti votare la decadenza di Moltoni, diventato incompatibile, ma non tutti sono d'accordo. Se ne è avuta dimostrazione durante la seduta dell'altra sera, quando alcuni consiglieri di opposizione hanno sostenuto di non ritenere necessario questo passaggio, o comunque di non aver fretta. In realtà, sembra di capire che nessuno voglia prendersi tra le mani la patata bollente, tanto che anche all'interno della stessa maggioranza più d'una persona avrebbe detto di non essere disposta a mettere la sua firma sull'espulsione di Moltoni dalla Sala d'Ercole. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 24 ottobre 2015 o sull'edicola digitale)