Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Truffa Inps, i dubbi delle difese

default_image

Evandro Ceccarelli
  • a
  • a
  • a

Sembravano tutti pronti, dopo l'avviso di fine indagine, a chiedere l'interrogatorio. Invece, quello che figurava come un fronte compatto - pur senza nessuna concertazione preventiva - pare essersi rotto. Alcuni dei difensori che, sulle prime, erano inclini a far ascoltare, come previsto dall'articolo 415 bis, i loro assistiti da parte del pubblico ministero, avrebbero (da indiscrezioni) cominciato a nutrire dei dubbi. Interrogatori e memorie difensive, infatti, non sono d'obbligo. Ad alimentare le perplessità, in particolare, sarebbe il complesso delle accuse. Accanto alla truffa ai danni dello Stato, in altre parole, per la vicenda Inps, è stato contestato il falso. Ma, che le pratiche non fossero tutte puntualmente corredate di dati di riferimento, oltrechè di timbri, era cosa nota. L'Inps - in cui, a suo tempo, è confluita l'Inpdap - avrebbe fatto registrare, tra l'altro, delle difficoltà nel reperire tutte le pratiche presentate. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 17 ottobre 2015 o sull'edicola digitale)