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Presentata la mozione di sfiducia per il sindaco Michelini

Evandro Ceccarelli
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La buona notizia per Michelini è che l'incantesimo, grazie all'intervento della “maga” Minchella, si è finalmente rotto, e che giovedì 15 ottobre si è potuto tenere, nella sala d'Ercole di Palazzo dei Priori, il primo consiglio comunale post ferie e post Santa Rosa. La notizia cattiva è invece che, con le firme dei due consiglieri ex Oltre le mura (la lista civica del sindaco) Moltoni e Insogna, è in arrivo la mozione di sfiducia nei suoi confronti, anche se in una versione riveduta e corretta rispetto all'originale preparata mesi fa dal capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Gianluca De Dominicis (leggi qui). Ottenute le firme necessarie, la mozione protocollata giovedì, da regolamento dovrà essere discussa non prima di 10 giorni e non più tardi di 30 in un consiglio comunale ad hoc. Una spada di Damocle che pende dunque sulla testa del sindaco, il quale nei prossimi giorni dovrà muoversi con ancora maggiore cautela del solito, per evitare di indurre in tentazione (di sfiduciarlo) qualche consigliere della sua turbolenta maggioranza. Anche se, sia chiaro, all'interno del consiglio, nessuno, né di maggioranza né di opposizione, ha voglia di andare a casa, in quanto, con l'aria che tira nei confronti del Palazzo (di tutto), pochissimi (se non nessuno) hanno la sicurezza di poter essere rieletti. Ieri intanto, contro ogni pronostico della vigilia, Michelini ha recuperato in extremis i numeri, al secondo appello. Decisiva la presenza della dem Martina Minchella, che tutti davano per impegnata nella discussione della tesi di laurea: “Mi laureo martedì, oggi solo la consegna”, spiega la consigliera di San Martino al Cimino. Assenti giustificati (per motivi di salute) Troili e Quintarelli, giovedì si è rimaterializzato, ma solo per rispondere alla chiama, Filippo Rossi, nonostante i proclami poco rassicuranti dei giorni scorsi: “non parteciperò più ai consigli, perché sono una perdita di tempo”, aveva sentenziato l'ex futurista.  Che i consigli siano una perdita di tempo, d'altra parte è ormai assodato, e giovedì se n'è avuta l'ennesima dimostrazione in una seduta tutta dedicata alle interrogazioni. Cioè alle chiacchiere. Quanto alla mozione di sfiducia, quella depositata giovedì al protocollo, punta il dito sulle “inadempienze nella gestione politico/amministrativa, oltre che su quelle programmatiche e sullo stato di abbandono in cui versa il Comune”. E ancora: “sui numerosi rimpasti di giunta perpetrati dal sindaco nell'evidente tentativo di ricompattare la propria maggioranza”, che hanno avuto però “il solo effetto di immobilizzare praticamente tutti i settori dell'amministrazione vittime di continui cambi di vertice”. “Noi - ha spiegato Sergio Insogna del gruppo Gal nella conferenza stampa improvvisata dalla minoranza tra un appello e l'altro - non ci siamo sentiti di condividere il documento del M5S, seppure nella sostanza eravamo d'accordo. Ne abbiamo predisposto un altro che punta sugli aspetti amministrativi, le carenze, le inadeguatezze del sindaco Michelini”.  “Il nostro auspicio - ha aggiunto Luigi Buzzi di Fratelli d'Italia - è di arrivare a 17 voti e far cadere l'amministrazione”.  “La gente ci chiede di mandarli a casa”, ha rincarato Ubertini (FI). Una mission che secondo alcuni non è nemmeno più così tanto impossible.