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Truffa Inps, quelle pratiche che non si trovavano

Evandro Ceccarelli
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Erano già stati interrogati, come persone informate dei fatti, la maggior parte dei diciannove indagati per la truffa all'Inps. Molti, come hanno già annunciato i loro legali, chiederanno di essere interrogati nuovamente. Sta emergendo che, all'Inps, poteva accadere che non si trovassero le pratiche. Questo, almeno nell'ottica difensiva, spiegherebbe come mai, su alcune pratiche, non ci sono la data di ricezione e il numero del protocollo. Probabilmente, si trattava di documenti che sostituivano quelli introvabili. Sarà comunque il vaglio della magistratura a fare chiarezza su questo punto. Per approfondire leggi anche: Truffa Inps: indagati Parroncini, Mecarini Mongiardo e altri medici Il lucro, stando all'accusa, sarebbe derivato dal fatto che, in tempi remoti, il costo per il riscatto della laurea e per la ricongiunzione era più basso. Il reddito di riferimento, per quanto riguarda le somme fatte pagare agli indagati, sarebbe stato quello che percepivano in anni lontani e, dunque, sensibilmente inferiore all'attuale. Su quello, sarebbe stato appunto calcolato l'importo da pagare. Ma, così, vi sarebbe stato un danno per il Tesoro. Di qui, la contestazione del reato di truffa allo Stato. Delle centinaia di pratiche esaminate dagli investigatori, soltanto un numero ristretto, non superiore a quindici, avrebbe presentato delle anomalie. Approfondendole, si è arrivati a indagare diciannove persone. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 15 ottobre 2015 o sull'edicola digitale)