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Amianto nella ceramica, il mistero delle analisi

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Evandro Ceccarelli
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In Italia esiste il brutto vizio di sparare notizie eclatanti e che colpiscono profondamente l'opinione pubblica per poi far cadere tutto nel dimenticatoio come se quel fatto, prima sensazionale, non fosse mai esistito. In questi ultimi mesi l'evento più preoccupante per l'economia civitonica e per la salute dei lavoratori delle aziende è stata la scoperta da parte della Asl, inaspettata, della tremolite negli impasti ceramici. Amianto cancerogeno e vietato dalla legge. Va sottolineato che tutte le parti interessate (aziende, sindacati, enti pubblici, Comune, ecc.) hanno affrontato questo grave problema con grande senso di responsabilità. A fine luglio, per avere maggiori informazioni sulla pericolosa presenza della tremolite, presso ogni azienda di ceramica sono stati effettuati controlli e analisi sulle polveri e sui residui dei prodotti. Purtroppo però a distanza di circa due mesi non sono ancora pervenuti gli esiti. Le aziende ceramiche e i lavoratori sono in attesa di conoscerli anche perché essi servono per comprendere meglio il fenomeno. Perchè è trascorso così tanto tempo? Colpa dei soliti, lenti tempi burocratici? Nessuno parla, nessuno comunica nulla. Forse sarebbe il caso che qualcuno dicesse qualcosa. La tremolite e i rischi che comporta erano o non erano gli attori di una vicenda prioritaria e inquietante? Intanto nel distretto industriale di Civita Castellana la produzione degli articoli igienico-sanitari (tra i più belli e validi al mondo) continua senza sosta. Ma quali sono le sue prospettive attuali e future alla luce anche della crisi economica generale? A rispondere a questa domanda è Gianni Calisti, presidente della Federlazio provinciale , che dichiara: “Le aziende che operano soprattutto sul mercato estero vedono spiragli di luce, mentre chi lavora sul mercato interno non può gioire. Il mercato italiano è ancora fermo. Dal 2008 ad oggi abbiamo stiamo soffrendo una crisi nera. Adesso ci sono timidi segnali di ripresa, grazie anche alla congiuntura positiva della situazione del dollaro, del petrolio e della liquidità delle banche, ma mi auguro che non siano fragili e illusori fuochi di paglia”. Una speranza condivisa da aziende, lavoratori e famiglie. Alfredo Parroccini