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La Cina a Viterbo, pronto l'accordo con Luoyang

Evandro Ceccarelli
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Una delegazione di amministratori della municipalità di Luoyang, città di 6 milioni di abitanti della Cina, di grande e luminosa tradizione (ne è stata anche capitale, circa 2.000 anni fa), arriverà a Viterbo entro il prossimo mese, per mettere nero su bianco un protocollo d'intesa che sancirà il gemellaggio tra i due Comuni. Si tratta di un passaggio fondamentale di una collaborazione nata su iniziativa di Eugenio Benedetti, l'imprenditore catanese, ma sorianese di adozione, visto che da anni vive nella prestigiosa tenuta Sant'Egidio, che in Cina ha fatto affari (e fortuna) e sta mettendo a disposizione del territorio viterbese la sua competenza e le sue conoscenze dell'universo Cina. Per approfondire leggi anche: La storia dell'uomo che "conquistò" la Cina Una storia, quella di Benedetti, partita negli anni ‘60, ovvero in tempi decisamente... non sospetti, visto che all'epoca nessuno, nel resto del mondo, aveva trovato la strada per intrattenere rapporti commerciali con il regime comunista di quel Paese. Grazie ad un ingegnoso sistema di “triangolazioni” per i pagamenti, invece, Benedetti divenne primo (e unico) fornitore di apparecchiature e attrezzature industriali di quel governo, all'epoca guidato da Ciu En Lai. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 12 agosto 2015 o sull'edicola digitale)