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Minacce e sesso gay in caserma

Evandro Ceccarelli
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Decine di sms, telefonate continue, poi quelle minacce e quelle convocazioni improvvise in caserma dove, secondo le accuse mosse al carabiniere, sarebbero avvenute le violenze sul ragazzo ventenne. Emergono particolari agghiaccianti dall'inchiesta a carico del brigadiere capo dei carabinieri, G. O. della stazione di Castiglione in Teverina, da sabato scorso agli arresti domiciliari accusato di violenza sessuale ai danni di un ragazzo poco più che ventenne. Le ipotesi di reato per lui parlano anche di stalking, minacce e abuso d'ufficio. Il brigadiere infatti, secondo quanto emerge dalle carte dell'inchiesta avrebbe convocato più volte il ragazzo in caserma, senza un preciso motivo. Una volta lì nelle camerate chiuse a chiave, secondo quanto avrebbe detto la presunta vittima nella denuncia arrivata dopo 4 anni di abusi, sarebbero avvenute le violenze. A far scattare l'inchiesta è stata proprio la denuncia del giovane. E a scoprire quella che sembra essere la seconda vita del brigadiere - stimato in paese dove opera da diversi anni e dove si è stabilito con la famiglia - sono stati proprio i suoi colleghi ai quali è stata affidata l'indagine. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 5 agosto 2015 o sull'edicola digitale)