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Talete, il deficit supera i 4 milioni ma per salvarla ne servono 28

Evandro Ceccarelli
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La due diligence ha finalmente svelato il terzo segreto di Fatima: il deficit della Talete è di 4 milioni. Ma per salvare la società ne servono almeno 28 di milioni, quelli necessari per varare un piano di investimenti, per gestire i dearsenificatori a partire dal 2016 e per rimettere in sesto la rete idrica. Ventotto milioni che dovrebbero arrivare dai soci, vale a dire dai Comuni, attraverso una ricapitalizzazione. Gli stessi Comuni che non sono stati in grado di accollarsi le fideiussioni per sostenere il Parca (il piano di rilancio aziendale) ora, insomma, dovrebbero svenarsi per mantenere in vita la spa. Per questo molti danno per segnato il destino della Talete. Il giorno della verità, l'ennesimo, sarà il 26 agosto, quando alle 10.30 nella sala conferenze di Palazzo Gentili si terrà l'assemblea dei soci. All'ordine del giorno la presentazione della due diligence, lo stato patrimoniale e il bilancio. In quella sede i sindaci e il presidente della Provincia (secondo azionista della spa) dovranno decidere di che morte deve morire un'azienda di cui si intona il de profundis ormai da anni. Intanto sulla situazione di Talete martedì si terrà una riunione in Regione. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 1 agosto 2015 sull'edicola digitale)