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Pendolari furiosi: "Trenitalia paghi per i disservizi"

Evandro Ceccarelli
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L'odissea dei pendolari per la capitale prosegue tra “ritardi consistenti, frequenti dirottamenti dei treni RV sulla linea lenta, notevoli ritardi nella preparazione del materiale rotabile, cattivo o addirittura assente funzionamento del sistema di condizionamento”, come loro stessi segnalano. Il Comitato pendolari Orte spiega di aver “ricevuto vari reclami sulla mancata comunicazione da parte del personale viaggiante nella stazione Tiburtina circa le motivazioni/entità dei ritardi e soprattutto sul cambio della linea in tempo utile per valutare se scendere ed attendere il treno successivo con destinazione Orte”. I pendolari invitano così le regioni Lazio, Marche, Umbria e Toscana “a verificare puntualmente se i disservizi prodotti da Trenitalia all'utenza pendolare, comportino l'applicazione delle penali previste dai contratti di servizio e, nel caso in cui ciò ricorra, invitiamo le Regioni ad applicare tali penali recuperando quei soldi pubblici, che sono dovuti da Trenitalia per effetto dei disservizi provocati. Infine invitiamo i nostri politici a sollecitare Trenitalia affinché garantisca un servizio decente quantomeno simile a quello di un Paese europeo. Ci auguriamo per il prosieguo - proseguono i pendolari - interventi risolutori delle problematiche connesse alla circolazione dei treni e alla dotazione/preparazione degli stessi e una maggiore attenzione alla cura del cliente”. Come se non bastasse c'è un'altra tegola per i pendolari: “Stremati da un'estate da incubo dopo giorni e giorni di ritardi - scrive uno di loro - dirottamenti su linea lenta, condizionamento guasto e finestrini bloccati e sempre più treni spostati al binario est, da stamane i pendolari hanno trovato un'ulteriore sorpresa: il costo del supplemento per l'Intercity delle 8.16 diretto a Roma Termini è salito a 6 euro: nel giro di pochi mesi si è passati dai 3.40 ai 3.60 ed ora un aumento del 90%. E' a dir poco vergognoso”.