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"Le pozze devono essere libere"

Evandro Ceccarelli
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L'estate probabilmente passerà tra uno slittamento e una proroga, poi il “caso” Bagnaccio sarà affrontato alla radice attraverso una nuova convenzione che sarà affidata con un bando pubblico che dovrà stabilire regole certe per garantire, al cento per cento, il libero accesso alle pozze. “Non potrà che essere questa la soluzione finale per la gestione del Bagnaccio”, dice l'assessore Antonio Delli Iaconi. E per fare questo “visto che la concessione è pubblica, bisogna superare anche l'attuale convenzione e fare una procedura pubblica”. Per approfondire leggi anche: Il business delle pozze libere Dopo il “cessate il fuoco” imposto al termine il summit di mercoledì sera tra gli amministratori e i membri dell'associazione Bagnaccio, ora si sta lavorando per capire quando, effettivamente, è scaduta la convenzione. Secondo il Comune l'11 luglio - ed infatti il direttore della miniera, il professor Giuseppe Pagano era andato a staccare l'acqua ma gli è stato, impedito. Secondo l'associazione il 5 agosto, data in cui è stato comunicato l'esito del collaudo. Ballerebbe anche una terza data, quella del 2 agosto, quando l'esito dello stesso collaudo è stato comunicato al Comune. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 17 luglio 2015 o sull'edicola digitale)