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Il grido d'allarme del lago di Bolsena

Evandro Ceccarelli
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Da una parte una Regione che latita da più di 5 anni, dall'altra le continue segnalazioni di sversamenti in diversi punti del bacino. In mezzo quello che sembra ormai essere un malato cronico. E' una fotografia impietosa quella che giunge dal lago di Bolsena dove, a causa del malfunzionamento delle pompe degli impianti di sollevamento, gli sversamenti di liquami hanno ormai raggiunto una frequenza allarmante. L'ultimo, iniziato addirittura verso la metà di giugno a causa di un guasto alla stazione “Gran Carro di Arlena”, come denunciato dal Corriere lo scorso mercoledì, si è praticamente protratto sino ad oggi. Un quadro generale preoccupante che, con l'arrivo della stagione estiva e il conseguente aumento delle presenze turistiche sul bacino, non può che peggiorare. Il rischio, infatti, è che l'ormai saturo collettore fognario circumlacuale che serve i comuni di Bolsena, Capodimonte, Gradoli, Grotte di Castro, Marta, Montefiascone, San Lorenzo Nuovo e Valentano, collassi. Delle 4/5 pompe di servizio che servirebbero, così come prevedeva il progetto di oramai 30 anni fa, ogni stazione può contare solo due. Ergo, gli impianti funzionano con una capacità ridotta del 50% e il rischio di fuoriuscite è sempre dietro l'angolo.  (Servizio completo sul Corriere di Viterbo del 10 luglio 2015 o sull'edicola digitale)