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Amianto in ceramica, avanti con la sanificazione delle fabbriche

Evandro Ceccarelli
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Nessuna contaminazione nella catena produttiva e misure di precauzione ai massimi livelli per tutelare i lavoratori e ridurre il rischio di esposizione all'amianto. Questo, in sostanza, quanto ribadito nell'incontro che si è svolto giovedì 2 luglio in comune per fare il punto sulla presenza di fibre di amianto in alcuni feldspati usati per la produzione dei sanitari. Al tavolo tecnico hanno partecipato la Asl di Viterbo, la direzione area sicurezza lavoro Regione Lazio, Federlazio Viterbo, Unindustria Viterbo, i sindaci di Civita Castellana e Gallese, le organizzazioni sindacali. Nonostante le tranquillizzanti dichiarazioni delle associazioni delle imprese, la Asl di Viterbo e della direzione area sicurezza lavoro Regione Lazio, fermo restando le loro prerogative istituzionali di verifica e controllo delle condizioni di salubrità dei luoghi di lavoro, hanno però suggerito di non abbassare la guardia e di continuare con l'utilizzo di adeguate mascherine ffp3, dell'utilizzo giornaliero di abbigliamento da lavoro da pulire o smaltire entro i confini della fabbrica, di eseguire le operazioni di lavorazione con certificata funzionalità degli impianti di aspirazione, di dedicare particolare attenzione alla pulizia giornaliera che dovrà essere eseguita con adeguati sistemi di aspirazione e con adeguati processi di lavaggio. Per rendere sempre più certa la sanificazione degli ambienti di lavoro si è deciso di effettuare un lavaggio approfondito delle fabbriche nel periodo di chiusura per ferie, di ridefinire la valutazione dei rischi e di coordinare tali operazioni con il pieno coinvolgimento dei rappresentati sindacali per la sicurezza nei luoghi di lavoro.  “Come Filctem Cgil - fanno sapere dall'organizzazione sindacale - abbiamo chiesto che queste operazioni venissero definite in apposito protocollo di intesa da trasmettere a tutte le aziende del distretto in modo da uniformare il piano d'intervento condiviso tra le parti. Abbiamo proposto, inoltre, di mantenere aperto un tavolo tecnico sia per verificare di volta in volta lo stato di avanzamento delle attività di bonifica di eventuali rifiuti contaminati e la realizzazione del programma di sanificazione e sia per valutare gli effetti di possibili e passate esposizioni a tali dannose fibre di amianto. A queste proposte però, ancora una volta, non abbiamo avuto risposta ne dalla parte politica, ne dai rappresentanti delle imprese. Auspichiamo - concludono - che nei prossimi giorni si possa ricomporre un tavolo di confronto per definire tale protocollo almeno tra i rappresentanti delle imprese e dei lavoratori per definire certezze di condotta che tranquillizzino responsabilmente i cittadini e tutti i lavoratori del settore".