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Cadavere nel dirupo, colpito prima alla testa e poi alla schiena

Evandro Ceccarelli
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Quella che, a proposito del cadavere di un tedesco senza fissa dimora ritrovato l'11 scorso a Capranica, lungo i binari della ferrovia, sembrava la pista meno probabile tanto che, quasi subito, era stata scartata - la pista del suicidio - è tornata in auge dopo che, dai primi accertamenti, medico legali e della scientifica, si è inteso dare una configurazione più precisa all'accaduto. L'uomo, secondo l'ultima ricostruzione, sarebbe saltato mentre passava il treno per uccidersi. Quindi, sarebbe stato colpito dal convoglio alla testa, e poi alla schiena. L'ipotesi residuale, per cui si sarebbe trattato di un incidente, vuole che, quando è stato ferito mortalmente, l'uomo stesse attraversando o camminando lungo i binari. In ogni caso, è stato colpito alla testa; e, mentre si rialzava, è stato colpito di nuovo, ma alla schiena. Le lesioni, che hanno provocato un'emorragia, hanno avuto buon gioco nel causare il decesso di un uomo, il cui organismo, pare di capire, era fortemente debilitato. Una ricostruzione, questa, che cozza contro alcune considerazioni. La prima: per comune esperienza degli “addetti ai lavori” che viaggiano sui treni o li conducono, il treno, dopo aver colpito, “risucchia”. Si crea, infatti, un vuoto d'aria che, i corpi, non li scaglia lontano, ma finisce per attrarli. E il corpo era lontano di qualche metro. L'altra considerazione è che, di punto in bianco, sembrano spariti, dallo scenario di questo evento, tutti gli elementi che, nella prima ora, avevano fatto propendere recisamente per l'omicidio: quella recinzione abbassata, quei segni di trascinamento sull'erba, quella presenza sicura di un'auto conetestualmente alla vicenda. “Ce l'hanno portato”, dicevano concordemente gli investigatori. Sicchè, adesso, si tratta di capire come mai, quell'uomo, si trovasse lì. A qualche metro dai binari, su un rialzo, a un chilometro e mezzo da Capranica, in direzione di Oriolo. Quanto al fatto che, per giorni - tre, forse quattro -, nessuno, dai treni che passavano, si fosse accorto di nulla, lo si spiega così; la polizia, che ha fatto un esperimento, ha constatato come, dal treno in movimento, non sia nient'affatto facile avvedersi di un corpo lì, in quel punto. Infine, resta una domanda. Se, fra il treno e un corpo, c'è stato un impatto, appare davvero singolare che, a bordo del convoglio, non se ne sia accorto nessuno. A cominciare da chi lo guidava. Pare che, per “chiudere” sul suicidio o sull'incidente, si attendano altri riscontri. In particolare, elementi di natura medico legale e scientifica. Ma, va ripetuto, qualcosa di specifico, probabilmente, attirava l'uomo proprio lì. Forse, la presenza di qualche persona che conosceva. E con cui, magari, ha avuto qualche drammatico colloquio.