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Senza esito le ricerche dei banditi che hanno rapinato un'anziana in casa

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Evandro Ceccarelli
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Fino a lunedì sera, non si aveva notizia di sviluppi positivi nelle indagini sulla rapina messa a segno, in via San Biele, a casa di un'anziana, tratta in inganno con uno stratagemma da tre persone, due donne e un ragazzo, e picchiata perchè, ai malviventi, rivelasse l'ubicazione dei suoi oggetti preziosi. Un fatto grave, che ha messo a rumore il quartiere, e indotto la donna a chiudersi letteralmente dentro casa, per timore di nuovi fatti del genere. Anziana, ma ancora autonoma, la donna, uscita dalla sua casa, se n'era andata a fare la spesa al Lidl; poi, all'uscita, era stata avvicinata dai tre, i quali, dicendo di avere un'auto, le avevano proposto di accompagnarla a casa. Lei, persuasa dall'apparente correttezza dei modi dei tre, aveva accettato. Poi, quando i tre erano saliti con lei e con la spesa dentro casa, c'era stata la rapina. Alla donna, ancora adesso, non manca la solidarietà del suo quartiere. Ma, intanto, continua ad aleggiare, non solo su Viterbo, la presenza di due o tre donne che, con modi proditori, seguono gli anziani, li controllano e, dopo essere riuscite ad accaparrarsi la loro fiducia, li rapinano. E' successo negli ultimi anni, più di una volta, da Monte Romano all'alto viterbese. Un fenomeno che, per la sua gravità, impone strategie particolari. E su cui, tra l'altro, per quel che riguarda alcuni degli episodi denunciati, lavorano a fondo - oltre agli agenti di polizia - anche i carabinieri. Non sfugge, ai militari dell'Arma, sempre sensibili nella protezione dei soggetti più deboli e indifesi, la viltà morale di chi, degli anziani, approfitta in questo modo.