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Vicenda BruzichesConfartigianato condannata

Paolo Di Basilio
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Il tribunale di Viterbo, nella persona del giudice Federico Bonato, ha condannato l'Associazione provinciale degli artigiani e delle piccole e medie imprese e il suo presidente Stefano Signori al pagamento di un maxi risarcimento danni, patrimoniali e morali, per un valore complessivo di circa 600 mila euro a Ernesto Bruziches. La vicenda giudiziaria di Bruziches iniziò nel 2006 quando, mentre ricopriva il prestigioso ruolo di segretario di Confartigianato, nonché quello altrettanto prestigioso di membro dell'Anap nazionale, venne accusato di abuso, appropriazione indebita, furto e falso. Lo splendore di una carriera brillante e in pieno svolgimento, anche a livello politico, si spensero, Bruziches si ritrovò di colpo immerso nel buio della disperazione e della solitudine, abbandonato dalla maggior parte degli amici e anche dei familiari. Nel 2009, dopo tre anni di inferno, arrivò la piena assoluzione del tribunale “perché i gravissimi fatti contestati non sussistevano”.  Nel 2010 venne avviata da Bruziches una causa civile per diffamazione e calunnia verso i suoi accusatori che si è conclusa qualche giorno fa con l'accoglimento della maxi richiesta di risarcimento di 600 mila euro per danni sia patrimoniali che biologici-morali nei confronti della Confartigianato e di Stefano Signori.