Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Mercatone Uno addio, dal 15 giugno serrande abbassate

Evandro Ceccarelli
  • a
  • a
  • a

C'è anche Viterbo nella lista dei 28 punti vendita che saranno chiusi in via temporanea a partire dal 15 giugno. I commissari straordinari della Mercatone Uno ha comunicato i punti vendita oggetto della sospensione dell'attività già annunciata qualche giorno fa al ministero dello sviluppo economico. C'è anche quello lungo la Cassia Nord, come si sospettava, e per i 27 lavoratori partirà dunque la cassa integrazione a zero ore. Salvo, invece, il punto vendita di Monterosi. Un primo esito che lascia con l'amaro in bocca lavoratori e sindacati. Se da un lato, infatti, c'è la garanzia di rimanere legati all'azienda grazie alla cassa integrazione straordinaria, dall'altro la situazione, con la sospensione delle attività, si fa sempre più difficile. “Siamo amareggiati - dicono dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil - per come si sta mettendo tutta questa storia, speravamo in una decisione diversa da parte dei commissari anche se, in qualche modo ci aspettavamo un epilogo del genere già da gennaio”. Il “caso Viterbo”, secondo quanto si è appreso, è arrivato sulle scrivanie dei vertici nazionali dei sindacati. “Abbiamo coinvolto le nostre segreterie - dicono i rappresentanti sindacali - perché a questo punto bisogna mantenere alta l'attenzione per cercare una via d'uscita, magari coinvolgendo degli imprenditori locali per acquisire il punto vendita”. "La scelta - hanno spiegato i commissari in una nota - è stata fatto valutando le potenzialità commerciali dei punti vendita con le relative ricadute industriali sull'indotto e tenendo conto degli investimenti necessari per il loro rilancio. Ottimismo per quanto riguarda la possibile riapertura nei prossimi mesi che “riguarderà un elevato numero degli stessi, in coerenza con il piano di rilancio del Gruppo”. Ma per ora ci sono problemi “più terreni” da affrontare. Primo fra tutti l'erogazione della cassa integrazione. L'azienda, a causa dei problemi di liquidità, ha escluso l'anticipo degli assegni e dunque si dovrà attendere il decreto ministeriale. Non passerà poco tempo, purtroppo. “Questa situazione - concludono dai sindacati - si va ad aggiungere alla mancata erogazione del contratto di solidarietà, bisogna fare in fretta per non lasciare a lungo i lavoratori senza alcun reddito”. Paolo Di Basilio