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Colpi nei distributori, i presunti ladri negano di far parte di una banda

Evandro Ceccarelli
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Sono stati ascoltati i primi otto arrestati nell'ambito dell'operazione “Fai da te” portata a termine nella mattinata di venerdì dai carabinieri e culminati con 17 arresti che vanno dal furto allo spaccio. Due i filoni: quello della “banda del frullino” che scassinava - o tentata di farlo (più volte senza successo) - le colonnette dei self service dei distributori di benzina e quello dello spaccio nelle scuole. Due gruppi di indagati che, nella stessa ordinanza firmata dal gip Franca Marinelli, vengono tenuti ben distinti. Sono finiti tutti nella stessa operazione perché mentre i carabinieri indagavano sui furti ai distributori, hanno intercettato delle conversazioni in cui si parlava di droga. Seguendo quel filo si è arrivato agli spacciatori che, secondo gli investigatori, rifornivano diverse scuole del capoluogo. Ci sarebbe un altro elemento che ha collegato in qualche modo due storie che, anche a livello di contestazioni, rimangono ben distinte. Pare infatti che coloro che di volta in volta si mettevano insieme per colpire le pompe di benzina lo facessero, appunto, sotto l'effetto degli stupefacenti. Uno dei presunti ladri - accusati di associazione a delinquere finalizzata al furto nei distributori e nelle abitazioni - ha risposto alle domande del gip. Si tratta di un uomo (assistito dall'avvocato Franco Tauchini) che già in novembre era stato arrestato dopo un colpo andato male a San Martino al Cimino. Come allora ha ammesso le sue responsabilità sui tentativi di furto, ma ha negato con forza l'esistenza di una vera e propria associazione. Di una banda, insomma. GUARDA il video dei malviventi in azione Avrebbe riferito al giudice che non c'era nulla di pianificato: decidevano da un momento all'altro di colpire, specie durante i fine settimana, e trovavano di volta in volta qualcuno che gli dava una mano. Poi dividevano il bottino e lo spendevano in videopoker. Un banda piuttosto “sfortunata”: infatti gli sarebbe andato bene solo un colpo in un distributore a San Martino al Cimino, mentre altri 6 tentativi sarebbero andati a vuoto per vari motivi. A novembre uno di questi tentativi costò l'arresto ad alcuni di loro. Colpirono ancora a San Martino al Cimino, dove qualche tempo prima avevano portato via più di 4mila euro dalle casse, ma nel frattempo il titolare aveva rinforzato la colonnina e il frullino non è bastato. Furono bloccati dai carabinieri mentre scappavano. Gli interrogatori di garanzia continueranno dunque anche lunedì 1 giugno. Ci sono da sentire altre 9 persone. Diversi difensori degli arrestati che sono stati ascoltati domenica hanno chiesto la scarcerazione e la trasformazione delle misure in arresti domiciliari. Il giudice si è riservato.