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Tutor, Mazzola: "L'inchiesta non annulla le multe"

Evandro Ceccarelli
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Mentre l'inchiesta della Procura viterbese marcia a tappe forzate, cresce la rabbia e anche la confusione delle migliaia di vittime del Tutor installato dalla Provincia sulla Nepesina, alle porte di Civita Castellana. Un'inchiesta, quella dei pm Siddi e D'Arma, che è salita alla ribalta delle cronache nazionali, complici i nomi eccellenti iscritti nel registro degli indagati (i reati ipotizzati sono la concussione e l'abuso di ufficio): il prefetto Antonella Scolamiero, il suo vice Francesco Tarrocone, l'ex dirigente della Provincia Flaminia Tosini, i vertici della Safety 21 e di Postetributi, le due società affidatarie del servizio. Pagare o non pagare? Questo il dubbio amletico che arrovella i multati, in gran parte civitonici e nepesini, alcuni dei quali in poche settimane sono riusciti a collezionare anche 10-12 multe. No, secondo le associazioni dei consumatori, mentre il presidente della Provincia Mazzola, che martedì sul tema si è incontrato con alcuni sindaci (tra cui quello di Civita Castellana e quello di Nepi), è decisamente più cauto: “Di per sé - afferma Mazzola - l'inchiesta della magistratura non annulla le multe”. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 20 maggio o sull'edicola digitale)