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Presi più di 40 "clandestini dei rifiuti"

Evandro Ceccarelli
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Sono quasi tutti italiani. E, nella zona industriale di Fabrica di Roma, arrivano a bordo delle loro auto dai paesi vicini. Si tratta di gente che, a casa propria, ha la raccolta porta a porta. Ma, non praticandola, si trova con rifiuti che, oltre a non essere differenziati, si accumulano. Per questo, non trova di meglio che portarli, alla chetichella, a bordo della macchina - o del furgone -, in posti che reputa sicuri. Anzi, reputava. Perchè, da quando la polizia locale fabrichese, con la sua “arma segreta” ( telecamere mobili), li ha incastrati, hanno cambiato - o si spera lo facciano - le loro poco ortodosse abitudini. Quaranta, fino ad ora, i “clandestini dei rifiuti” che, in base a un'ordinanza del sindaco - di suo, estremamente sensibile alle problematiche dei rifiuti e della tutela dell'ambiente e del territorio - sono stati raggiunti da una sanzione amministrativa di 450 euro a testa. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola l'8 maggio 2015 o sull'edicola digitale)