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Non consegnano il buono pasto bambini cacciati dalla mensa scolastica

Evandro Ceccarelli
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A scrivere è il papà di due ragazzi, uno di 11 e l'altro di 7 anni. Il primo frequenta l'istituto Tecchi, il secondo il De Amicis, entrambi siti in via Emilio Bianchi. “I miei ragazzi - afferma il genitore - usufruiscono del servizio mensa. Oltre al servizio mensa devo anche avvalermi dell'aiuto della cooperativa Arci che opera all'interno degli istituti per la sorveglianza dei ragazzi all'uscita. Ovviamente sia per l'uno che per l'altro servizio sostengo dei costi. Per il servizio mensa il costo è quello del buono acquistabile in Comune”. Lunedì mattina però la compagna dell'uomo è stata contattata dalla scuola, la quale comunicava che, non avendo presentato il buono pasto in tempo, i ragazzi non avrebbero potuto mangiare alla mensa e che quindi alla fine delle lezioni sarebbero dovuti uscire: “Comprenderete la mia indignazione, visto che uno dei due ragazzi, quello che avrebbe dovuto consegnare i buoni pasto, ha iniziato le lezioni alle 10.30 a causa di uno sciopero delle insegnanti. Mi nasce spontanea la domanda: come avrebbe potuto fare mio figlio a consegnare il buono in tempo se non poteva entrare a scuola? La cosa che mi sembra veramente assurda - conclude - è che, non so chi, non so con quale autorità, qualcuno si sia abrogato il diritto di mettere alla porta i miei ragazzi. Capisco perfettamente che il servizio di cui uno usufruisce deve essere pagato ma, comunque, in un certo senso il servizio mensa è pagato in anticipo nel momento in cui acquisto il carnet del buoni”.