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"Da 14 mesi dormo in auto a causa di emissioni pericolose"

Evandro Ceccarelli
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Ha scritto all'Arpa, si è anche rivolto alla Procura: ma, fino a questo momento, nessuna variazione significativa sembra essere intervenuta nel suo stato di “esule”. E' lì che, dice, è costretto “a dormire in auto da quattordici mesi”. La sua casa, infatti, il regno dell'intimità, della pace e del riposo, ha finito per trasformarsi, a poco a poco, nello scenario di un incubo. Franco Guidolotti, noto operatore scolastico piansanese, sta vivendo un dramma che, di giorno in giorno, si sta facendo sempre più penoso e umiliante: perchè, ai suoi appelli, non risponde nessuno. “Vox clamans in deserto”. Eppure, Guidolotti è convinto che, dalla fonte dei suoi mali, un impianto (si tratterebbe d'una stufa a pellet) nel suo stesso stabile, derivino rumori ed emissioni pericolose non solo per lui ma, dice, “per l'intera popolazione”. Afferma anche che, a risentirne, sarebbero perfino gli alunni. Il problema è che quando, a denunciare certi fenomeni, non sono più persone, nessuno interviene. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 4 aprile 2015 o sull'edicola digitale)