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Dalla Regione ultimatum ai Comuni fuori dalla Talete

Evandro Ceccarelli
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“Considerato che da informazioni assunte presso la segreteria tecnico operativa della conferenza dei sindaco Ato 1 Viterbo, codesta amministrazione comunale non ha provveduto ai sensi dell'art. 153 comma I del D. legs. 152/2006 all'affidamento in concessione d'uso gratuita al gestore del servizio idrico delle infrastrutture idriche di proprietà comunale, con la presente si invita codesto Comune a provvedere entro e non oltre 30 giorni dal ricevimento della presente. In mancanza di tale adempimento, la scrivente amministrazione avvierà la procedure per l'applicazione dei poteri sostitutivi ai sensi dell'art. 172 comma 4 del D. legs. 156/2006. Si rammenta che la violazione della previsione di cui al succitato art. 153 comma I comporta responsabilità erariale”. Eccola, la tanto invocata (da alcuni) e temuta (da altri) lettera della Regione Lazio (direzione infrastrutture, ambiente e politiche abitative) che preannuncia il commissariamento dei 28 Comuni viterbesi ancora fuori dalla Talete. L'ha ricevuta tre giorni fa Mirco Luzi, sindaco di Castiglione in Teverina, che ancora non si è consultato con i colleghi nella sua stessa situazione ma che è pronto, lo scrive sul suo profilo Facebook, a vendere cara la pelle. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 21 marzo 2015 o sull'edicola digitale)