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Bilancio in rosso, per i sindacati è colpa anche del servizio riscossioni

Evandro Ceccarelli
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Tra tagli operati dal governo e gente che non paga le tasse, il Comune piange miseria. Solo di Imu non versata dai contribuenti manca all'appello un milione e mezzo di euro. Situazione drammatica, anche se l'assessore al bilancio Luisa Ciambella nei giorni scorsi ha rassicurato tutti: “Nessun rischio default”. Certo è che al momento l'attività amministrativa a causa di ciò è ridotta all'osso: nessuna spesa extra oltre quelle per l'ordinaria amministrazione. GiulioMarini dai banchi della minoranza conferma: “E' un momento difficilissimo. I soldi non ci sono”. Ma le colpe, secondo i sindacati, che martedì hanno vergato una nota al vetriolo all'indirizzo di Palazzo dei Priori, non sarebbero solo di Renzi e della crisi economica in cui versano le centinaia di famiglie che non saldano le rate dell'Imu. Finisce sott'accusa anche il sistema di riscossione delle imposte, affidato ad Equitalia dopo il fallimento di Esattorie. In altri termini, parte dei soldi non sarebbe entrata a causa della scarsa organizzazione di Equitalia sul territorio. E così, secondo Cgil, Cisl e Uil, al danno rappresentato dai lavoratori ex Esattorie che si trovano ancora a spasso si aggiunge adesso la beffa. “Le cifre - si legge nella nota - dicono che, rispetto alle previsioni, mancano un milione e 400 mila euro di Imu e che si sono dimezzati gli incassi previsti dalle multe”. (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 18 marzo 2015 o sull'edicola digitale)