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Bagnaccio a pagamento, il Comune manda i vigili: "Quelle terme sono libere"

Evandro Ceccarelli
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Vigili urbani in arrivo al Bagnaccio, per contestare all'associazione che ha in gestione le pozze di acqua termale il mancato rispetto della convenzione con il Comune. Convenzione stipulata all'epoca dell'amministrazione Marini e che prevedeva l'ingresso libero dei bagnanti. Ad annunciarlo è l'assessore Tonino Delli Iaconi, a seguito dell'articolo del Corriere che evidenziava come la stessa associazione richieda il pagamento di una tessera annuale (40 euro) per l'accesso alle vasche. “Segnalerò la questione al dirigente Fioramanti - dice Delli Iaconi -. A differenza delle Masse, dove non abbiamo competenza se non su mandato della Regione, la concessione della miniera del Bagnaccio è del Comune, e la convenzione con l'associazione è chiara: va garantito il libero accesso alle pozze. Ora manderemo i vigili. In ogni caso, a fine anno scade la convenzione, e questo sarà un buon motivo per non rinnovarla”. Alle Masse di San Sisto invece, nonostante la Regione abbia intimato all'associazione omonima di sciogliersi e di cessare subito l'attività, come rivelato sempre dal Corriere (LEGGI l'articolo), tutto va avanti come prima. Per bagnarsi alle pozze si deve fare l'abbonamento (40 euro l'anno). (Servizio completo sul Corriere di Viterbo in edicola il 6 marzo 2015 o sull'edicola digitale)